Capitolo 2: Cena all'italiana

Cena all'italiana.

La Toscana dei fotografi di serie A. Quella dove arrivi e, compiaciuto come un cane antidroga dopo una retata da Tg, ti dici: ok, ci sono, sono arrivato.

Io quella frase l'ho detta una volta sola. Mi è bastata.

Il castello di Bibbione è disegnato, o meglio, ridisegnato apposta per farti dimenticare il mondo. Non uno qualsiasi, il mondo vero, quello con le bollette, i mal di stomaco e la fila alle poste con le buste verdi strette in mano. Qui dentro sei ricco anche se non lo sei, e per qualche ora ci credi pure tu.

Un paio di anni prima era arrivata una mail. L'avevo letta due volte pensando fosse uno scherzo, nessuno scrive così a uno come me, mi ero detto, dev'esserci un errore di destinatario. Volevano un servizio in giro per l'Italia, scegli tu dove.

Ha piovuto per buona parte del servizio. A un certo punto è pure grandinato, come se il cielo avesse deciso di ricordarmi che stavo di nuovo lì a giocarmela d'istinto, senza rete. Non ho mai saputo se mi avessero cercato per l'uso della pellicola o per altro. Forse nemmeno loro lo sapevano bene, semplicemente mi era andata di culo.

Consegnato il lavoro, silenzio. Il tipo di silenzio che ti abitui a interpretare come una risposta, anche se nessuno te l'ha data davvero.

Poi, l'anno dopo, un pomeriggio svogliato, un'altra mail, stavolta per il matrimonio. Sorrido, mi organizzo, saluto il cane e parto.

C'era anche una wedding planner, molto quotata, di quelle il cui nome basta a far annuire tutta la sala. Per tutto il tempo mi ha fatto sentire come l'ospite sbagliato al tavolo giusto, un giocatore di poker in bermuda sgargianti e torso nudo, stretto in mezzo a mezzibusti in papillon. Quel mondo lì si dimentica in fretta di chi non ci abita stabilmente. Con gli sposi ci scriviamo spesso ancora oggi, ad esser onesto mi mancano molto.

Le prove per la cerimonia si tengono all'esterno, sole pieno, risate sincere, zero paranoie. Nessuno ancora lo sa, ma domani per il maltempo si sposterà tutto dentro. Stasera però il cielo è ancora dalla loro parte.

La sera, cena all'italiana. Tovaglie bianche a quadretti rossi, come da copione, come se qualcuno avesse cercato online "come si mangia in Italia" e avesse preso tutto alla lettera.

Si baciano ogni tanto, sorridono, si fa buio.

Lei si muove con una delicatezza distratta, come un cane lasciato libero a scodinzolare in una sala operatoria.

Lui è così gentile che per un attimo sospetti sia una recita, poi lo guardi meglio, e capisci che è solo uno che non ha voluto imparare a essere altro.

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